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Video Pillole
Oltre agli articoli che pubblico nella sezione Oggi vi parlo di... potrete seguire le mie video pillole: un video diario a puntate nel quale vi parlo dei temi che affronto da anni nella mia professione.

Perché interpretiamo gli eventi

Perché interpretiamo gli eventi?

La spiegazione che fornisce la teoria cognitiva è che le persone hanno bisogno di dare un senso a ciò che le circonda e si organizzano l’esperienza per non essere sopraffatte dalla grande quantità di stimoli a cui sono sottoposte ogni giorno. Il modo in cui interpretiamo la realtà dipende da come abbiamo imparato a decodificarla, quindi dalle esperienze fatte durante la vita (schemi in memoria da utilizzare nel presente e per ipotizzare il futuro), che possono essere più o meno aderenti alla realtà e più o meno funzionali al benessere della persona. Le esperienze di vita e le emozioni-pensieri derivanti costituiscono le nostre convinzioni di chi siamo, anche in rapporto agli altri. Queste sono le cognizioni più vicine alla consapevolezza conscia e sono delle parole, piccole frasi o immagini che attraversano la mente della persona ad un livello più superficiale (es. “Sarò sempre un fallito!”). Esse sono facilmente modificabili e sono direttamente responsabili delle emozioni provate dalla persona.
Ad esempio, lo schema “Sono un incapace” può portare la persona ad avere la convinzione “Se non riesco a lavorare vuol dire che sono davvero un fallito!”; tale assunzione, infine può far emergere il pensiero automatico “Sono proprio un fallito!”.

Da dove hanno origine questi schemi mentali?

Nei primi anni di vita si forma, attraverso l’interazione con l’ambiente, una struttura mentale che consente al bambino di muoversi nel mondo secondo la propria soggettività, con un sentimento di sicurezza e libertà. Se le esperienze relazionali sono buone la struttura mentale si organizza in modo flessibile, consentendo al bambino la fondazione di un senso di sé fiducioso e di un’indispensabile disposizione inventiva nei confronti dell’ambiente .Se le esperienze relazionali non sono buone la struttura mentale si organizza in modo rigido, perde la sua plasticità fino ad atrofizzarsi, non consentendo lo sviluppo delle capacità del bambino e bloccandolo nella possibilità di esplorare il mondo creativamente. La struttura mentale atrofizzata del bambino tende a mantenersi tale anche in età adulta e provoca malessere. L’individuo può riconoscere di essere in crisi attraverso il manifestarsi dei sintomi. I sintomi, quindi, possono rappresentare un’occasione, per quanto dolorosa, per chiedere aiuto, comprendere il proprio malessere e riprendere le redini della propria vita.

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